Personal branding in 7 regole fondamentali

Novembre 17, 2017


In questo articolo, potrai leggere una guida essenziale per fare il miglior Personal Branding, suddiviso in 7 fondamentali passaggi strategici che ti porteranno a risultati eccezionali.

Ma cos’è il “BRAND” e cosa significa fare “Personal Branding”?

Il Brand, in italiano marchio, è quell’elemento identificativo che si contraddistingue all’interno di un mercato.

Che viene comunicato in modo efficace per ottenere un riscontro verso un target selezionato (solitamente fatto da un nome, da un logo/simbolo, altro).

Fare personal branding

“Fare personal branding” (frase sempre più utilizzata, ma spesso in modo confuso) è semplicemente una serie di attività strategiche con lo scopo di realizzare un brand per identificarsi, metterlo sul mercato per differenziarsi dagli altri e ottenere risultati.

La parola branding viene identificata in due settori specifici (vedi Wikipedia) pensando che ci sia differenza tra: il branding in economia (utilizzo di tecniche di marketing per creare e sviluppare una marca) e il branding nel design della comunicazione (progetto strategico di creazione dell’identità e dell’immagine della marca).

Sono assolutamente intrecciati, sono un passaggio consecutivo all’altro, dipendenti tra loro, composti da elementi basilari per lo sviluppo di un marchio.

Cosa significa fare personal branding? Lavorare sul marchio e, in questo specifico caso, su quello personale.

Non è altro che fare del marketing, ma basandosi su se stessi, applicando le regole e gli strumenti per ottenere i migliori risultati, del proprio brand.

Tutti siamo un brand, tutti rappresentiamo un brand sul nostro mercato di riferimento, che tu sia un imprenditore, un manager, un professionista o altro, hai un mercato di riferimento.

Questo mercato è composto da clienti, colleghi, collaboratori, fornitori, servizi e prodotti che offri.

Allora, ecco come fare per diventare un brand di riferimento, nel tuo piccolo o grande che sia.
Sviluppa delle attività determinanti, delle abilità strategiche e fondamentali, per poi ottenere quei risultati strepitosi, che ti porteranno ai tuoi obiettivi.

Quali sono le basi e gli strumenti fondamentali per un ottimo personal branding?

Uno dei libri migliori che puoi leggere per approfondire l’argomento, con nozioni molto valide, strumenti e riferimenti di assoluto valore, è senza dubbio: Teoria delle 5V – “Marketing su se stessi”

In questi cinque punti, ci sono strumenti che pongono le basi per diventare un “marchio forte” nel mercato di riferimento, per essere un leader e per identificarsi.

Ma qui di seguito, verranno evidenziati questi punti e messi all’interno di 5 strategie per una maggiore efficacia.

E prima di cominciare, credo sia fondamentale capire:

Cosa NON è il personal branding

Non è “vendere meglio se stessi“, dando un’immagine falsa o far sembrare a tutti i costi quello che non si è.

Cercare di apparire e non di essere.

Emergere a tutti i costi, senza tenere conto dei valori, delle professionalità e del “social”. Soprattutto, NON è SOLO social.

Regola #1 – Il valore della parola brand

brand - nd-style

Il primo reale passo da fare, che molti trascurano, è proprio quello di un check up personale, capire esattamente come funziona il tuo brand, come risponde sul mercato.

Parliamo di un prodotto o parliamo di una persona, il brand ha un valore e questo valore è direttamente proporzionale alla percezione che da al suo “pubblico”.

  • Che percezione da?
  • Cosa pensano le persone di questo?
  • Quali caratteristiche gli attribuiscono?
  • Quali pregi o difetti?

Queste sono domande basilari per capire cosa percepiscono del tuo brand.
Da qui inizia un lavoro per migliorarlo o confermare ed implementare.

È qui che entra in gioco la tua identità e la comunicazione efficace. È qui che inizia il percorso per un Personal Branding efficace e vincente.

Si apriranno DUE strade:

La prima – capirai che quello che stai facendo ha buoni riscontri e a questo punto devi confermare e perfezionare (continua a leggere che trovi spunti molto interessanti)
La seconda – ti accorgi che stai sbagliando in molti punti, la percezione che hanno di te è sbagliata o negativa, quindi non ti resta altro che proseguire la lettura per sfruttare questi strumenti ed iniziare il tuo percorso di cambiamento.

manager e organizzazione

Regola #2 – La prima volta che… nel personal branding

Se volessimo semplificarlo con termini comunicativi, il branding è uno sviluppo contemporaneo composto da tre elementi:

  1. Visivo – logo, immagine, simbolo
  2. Auditivo – nome, motto, suono
  3. Cinestesico – la sensazione che da, quando vedi o senti il quel brand (sicuramente il più importante)

È un’identità, che viene comunicata efficacemente sul mercato, differenziandosi dalle altre e creando un valore aggiunto.

Pensi sia sufficiente solo uno di questi elementi?

Hai visto i grandi brand (che siano di un personaggio o di un’azienda) con uno solo di questi elementi?

Ovviamente no, sono sempre stati utilizzati tutti e tre, giocando su questi tre strumenti per realizzare il miglior marchio da proporre in un mercato, identificare il valore aggiunto, entrare nella testa delle persone creando un’emozione.

Tutti e tre questi elementi sono necessari per un brand e di conseguenza per rilanciarlo. In questo passaggio, guardiamo assieme il primo, che è davvero importantissimo.

Esempi

Vorrei farti degli esempi un pò particolari per rendere l’idea di quanto detto in questa parte iniziale.

Lanciare un prodotto con caratteristiche specifiche, può essere vantaggioso, ma allo stesso tempo se ci metti uno slogan pessimo, il risultato è scontato: “Ma con tutto lo yogurt che c’è, c’era proprio bisogno di Yoplait?”

Chi non ricorda le pubblicità armoniose e amichevoli di Coca cola? Con canzoni particolari e con elementi per dare quella sensazione di compagnia, di stare insieme e condividere. Familiarità, star bene, tutti assieme.

Parliamo di persone? Il brand riferito alla persona.

Valentino Rossi non ha certo bisogno di presentazioni, ma come ha creato il suo personaggio? Giocare sulle immagini, sulle scene, sul nome e sulla sua territorialità. Penso che la migliore spiegazione sia quella di un grande Marco Montemagno.

Perché questi esempi?

Per farti capire che il tuo brand non può essere accompagnato da qualcosa di “stonato”.

Parliamo dell’immagine

professionista e personal branding - nd-style

La parte che si vede e che viene recepita immediatamente. Studiata ad arte per dare subito un impatto sul mercato.

Ultimamente viene utilizzata l’espressione: “L’abito fa il monaco”. Perché? Per il semplice motivo che il primo impatto è fondamentale e, se sembri, gli altri credono tu sia!

Hai notato quanto siamo diventati superficiali e attenti solamente ad un primo impatto?

Questo incide per una percentuale estremamente alta, si può aggirare fino al 75%. Impattare con una immagine efficace, risparmia moltissimo tempo nella costruzione dei rapporti.

Viceversa, recuperare un’immagine ad impatto negativo, necessita di un lavoro più accurato e di media/lunga durata.

La vestibilità (una delle 5 V dei Varvelli) è uno degli elementi che contraddistinguono un ottimo personal branding.

Il packaging, la confezione con la quale si presenta il prodotto sul mercato. Vestirsi e sapersi vestire, utilizzare lo strumento dell’abbigliamento in modo coerente alla propria personalità, alle occasioni e all’immagine che si vuole dare.

L’abito è ciò che gli altri vedono di noi ancor prima del nostro nome. Sapersi vestire lo si impara per educazione; per imitazione, quando si ha l’intelligenza di osservare gli opinion leader negli ambienti che ci interessano;  per decisione, quando si costruisce la propria immagine per finalità precise.

L’abbigliamento risponde a tre scopi principali: igienico, per la salvaguardia della salute; funzionale per la qualità della vita quotidiana; rappresentativo, che riguarda l’espressione, il segno che la persona manifesta.

Cos’è il naming e come usarlo nel personal branding

La scelta del nome è un altro elemento principale che determina l’aspetto più importante della parte auditiva.
Avere un nome armonioso è importante, ma averlo d’impatto è ancora più efficace.

Soprattutto, far coincidere il nome con quello che sei.
E’ ovvio che si parla di un prodotto che ti rappresenta (non certo il tuo nome o il tuo cognome….anche se, a volte ci si trova dei soprannomi che possono essere più o meno efficaci), quindi se è un nomignolo, evitarlo, se hai una mail “strana”, evitarla e crearne una adeguata (ciccio78@xmail.com ….lasciamo perdere!!!).

Ed infine, un sito internet o blog.

Come optional sempre efficaci, si possono utilizzare il motto ed eventuali sonorità.

Queste, assieme danno un input emozionale al prodotto, che fa da anello di congiunzione con la terza parte.

Il motto viene spesso sottovalutato, ma se ben connesso alla professionalità e allo strumento in se, ha tutta un’altra rilevanza.

La colonna sonora è molto più particolare e te la consiglio solo per determinate circostanze (tutte da valutare singolarmente e soggettivamente).

Regola #3 – Quella sensazione che… nel personal branding

sensazioni diverse

Come puoi notare, esiste un passaggio fatto apposta per la parte cinestesica, quella sensazione che…

Quello che fai sentire emozionalmente, quelle emozioni che ti rilasciano qualcosa.

Proprio perchè il nome, il prodotto ed eventuale logo, non sono tutto. Non sono la parte più importante.

Anche in questo caso è importante fare attenzione che non creino emozioni negative, perchè come già successo in passato, possono affondare un brand.

Ma è importante che capisci un concetto: NON PUOI PIACERE A TUTTI

Nel Personal Branding, come nel marketing, esistono regole che non potrai mai cambiare e che ti accompagnano nelle scelte, nelle strategie e verso i tuoi obiettivi.

Questo fa si che avrai molti “followers” come altrettanti “haters” (come usa dire oggi), ma lo devi mettere in conto.

Poco importa, hai solo un obiettivo ed è quello di creare una sensazione a quel target che ti interessa, a quei probabili clienti che dovranno “comprarti” e ai quali ti relazionerai continuamente. Quindi questa sensazione deve essere mirata verso un obiettivo strategico che è scelto.

Proprio per questa scelta, la conseguenza sarà di creare emozioni verso il tuo brand. Brand specifico e differenziante.

Regola #3 – La tua storia per il tuo personal branding

L’ho detto prima, oggi la gente vuole sapere ed è sempre più curiosa.

Questo fattore può avere dei risvolti positivi, proprio per aumentare il tuo valore, per presentarti al meglio nel tuo mercato di riferimento.

Come? Raccontando la tua storia.

CHI SEI? Come ti presenti nel tuo mercato?

In questo passaggio, risulta fondamentale un altra”V” strategica: il”verbo” – Il messaggio, la promozione (1° parte).

Non si parlerà però di comunicazione verbale o non verbale, ma di comunicazione generale, ottimizzandola proprio al nostro risultato: la storia da raccontare.
Qui inizia a parlare di te e della tua attività e professionalità, usa strumenti adeguati come i social o un proprio blog/sito internet.

La storia coinvolge le persone, utilizzando un racconto, potrai inserire gli elementi che ti contraddistinguono per farli entrare nella mente delle persone. Racconterai quelli che sono i tuoi valori che reggono tutto il tuo brand.

Quindi non parlerai solo di chi sei, ma anche delle tue competenze, delle tue passioni e dei tuoi punti di forza.

Ma non è così semplice.

L’arte di scrivere non è propriamente innata, ma non è nemmeno necessario essere scrittori professionisti. Il concetto è quello di essere chiari, semplici e diretti. Frasi brevi che arrivano al punto e spiegano bene il concetto.

L’obiettivo è quello di valorizzare la comunicazione, dando un doppio messaggio: ciò che comunichiamo; e il fatto che siamo noi a comunicare.

E qui torna in gioco ancora la comunicazione. Se è vero che parliamo di marketing su se stessi, il marketing ha un elemento fondamentale: la piazza (place).

Oggi, la principale è sicuramente il web, ma NON deve essere l’unica.

Resta il fatto che la parte social è fondamentale per aumentare l’interesse del tuo target e di conseguenza va coltivata. Ormai i sociale e il web, fanno i protagonisti della comunicazione.

Utilizzarli nel modo appropriato è un vantaggio oltre che un ottimo strumento che porta risultati. Utilizzare solo questi, rimane impersonale.

Regola #5 – La differenza, presenza e segnale nel personal branding

differenziarsi con il personal branding - nd-style

In questo quinto passaggio desidero lasciarti un concetto fondamentale: la differenziazione.

Essere tutti uguali significa diventare tutti dei “nessuno”. La visibilità deve essere un timbro di identità, una scelta di riconoscimento globale, bisogna costruirsi il tasso di notorietà.
Ci sono 4 linee di comportamento da attivare:

  1. realizzare azioni quotidiane
  2. scegliersi uno stile preciso
  3. lasciare messaggi precisi agli interlocutori importanti e nei luoghi strategici
  4. fare manutenzione e miglioramento continuo della visibilità, controllando l’effetto di percezione.

La più tattica è la 3

Proprio questa strategia ti permette di implementare i primi quattro passi per il tuo personal branding.

La differenziazione è l’elemento che serve per distinguerti, per far scegliere te e non gli altri competitor, per essere riconosciuto come uno dei tre principali prodotti del settore.

Nella storia hai raccontato chi sei, quali sono le tue capacità e i tuoi punti di forza. Ora devi usare le strategie per confrontarli e per renderli unici nel loro genere, spiegando:

Come sono – Quali vantaggi portano – Che risultati si possono ottenere – In quanto tempo – Le garanzie 

Vuoi aumentare le tue capacità?

La formazione è lo strumento migliore che puoi utilizzare.

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Regola #6 – Il network per il miglior personal branding

network per il personal branding

Crearsi un network è l’arma vincente. La rete di contatti può fare la differenza.

Avere una cerchia di persone con le quali condividere esperienze, opinioni, ma anche lavori, è un valore aggiunto per la crescita del tuo brand.

Come fare?

Inizia a crearti la cerchia più ristretta, scegli gli attori principali e esponiti per loro. Ascoltali, condividi le loro cose, commentale per essere propositivo.

Ci vorrà molta pazienza e tempo per realizzare la rete di persone, ma dovrai selezionarla per avere un rientro d’immagine, economico e crescita professionale.

Più è ampia la rete e più è difficile organizzarla e gestirla, ecco perchè ripeto di ottimizzare le scelte ed avere una rosa selezionata.

Questo ti permette anche di avere una gestione semplificata e produttiva.

Resta comunque aperta l’opzione di ampliarla successivamente, soprattutto per quella digitale. La rete web, ha maggiori strumenti e maggior tempo per ottimizzarla e gestirla.

La rete “dal vivo” (mi piace chiamarla così), è molto più difficile e richiede più tempo.

Questa ha una valenza maggiore sotto diversi aspetti, che possono essere sfruttati, ma anche mal gestiti. Attenzione!

La realizzazione della rete è uno strumento importante anche per creare il tuo valore e viene utilizzato uno strumento molto valido: il social proof

Regola #7 – Il tuo status del tuo personal branding

vivibilità e vitalità - nd-style

Eccoci arrivati all’ultimo passaggio per un Personal Branding vincente. Si tratta di due elementi fondamentali per te stesso: La vivibilità e la vitalità.

Questi due elementi, qualcuno non li nomina quasi mai, vengono sottovalutati in moltissimi casi, ma hanno una rilevanza determinante per te e ciò che rappresenti.

Ti spiego come…

La vivibilità

è definita come l’indice di qualità (rispetto di se e per gli altri). La capacità di impostare e governare in modo sereno, equilibrato, naturale i propri bisogni, le proprie preferenze, nel rispetto degli altri ma soprattutto di se stessi. Saper vivere in modo positivo.

Il tempo è una qualità fondamentale della vivibilità. Bisogna saperlo gestire, ma soprattutto dargli valore: in particolar modo al proprio.
Sette regole per il tempo:

  • Pianificare e programmare il tempo per risparmiare tempo
  • Registrare ciò che si fa per alcuni giorni per consultarlo
  • Colloquiare con tanti, ma farlo in tempi brevi
  • Saper dire NO! Decidere quali cose fare e quali no; decidere con chi parlare e con chi no
  • Applicare la curva di Pareto (20-80)
  • Difendere la salute
  • Puntualità sempre

La vitalità

è il core business (il prodotto), aver voglia di fare, forza, fiducia e positività. La vitalità si basa sulla fiducia in se stessi (anche negli altri); sul pensiero positivo; sulla fedeltà del cambiamento. La vitalità si concretizza con uno stile personale propositivo, entusiasta, cioè in leadership naturale.
Sinteticamente efficace!

Per migliorarla?

Spesso quando parlo col mio amico Steve Benedettini, mi ricorda che ci sono elementi che non puoi trascurare.

Questi elementi sono parte integrante della tua vivibilità, del tuo personal branding.

Oltre ai corsi che ti ho suggerito prima, anche lui fa corsi molto interessante e molto più specifici sotto l’aspetto psicologico.

A chi può servire il personal branding?

A tutti! Indistintamente.

Sei un imprenditore e necessiti di un personal branding, potrebbe esserti utile, Il Brand dell’imprenditore

Se invece sei un professionista di settore, un agente di commercio piuttosto che un consulente, in questo caso potrebbe aiutarti questo articolo su Il Brand del libero professionista

Ma ci sono anche loro, i politici, quelli che nel nuovo millennio utilizzano sempre più strategie di brand e web marketing. In passato mi è capitato spesso di lavorare con questi professionisti della politica, leggi: Il Brand del politico 

Non voglio dimenticare due “categorie” molto importanti per me, che spesso non vengono considerate, ma che possono sfruttare il personal branding, ovvero i quarantenni che si trovano senza lavoro e i ragazzi che entrano nel mondo del lavoro.

Questi sono le 7 regole fondamentali per avere un personal branding vincente e che potrà aiutarti a cambiare le cose in meglio.

Ora tocca a te.

Com’è il tuo Personal Branding?

Ha bisogno di miglioramenti o vuoi realizzarlo?

Vuoi distinguerti dagli altri?

Se desideri maggiori informazioni non esitare a contattarmi oppure inizia dalla mia guida base, scaricala gratuitamente qui

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Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire

Paulo Coelho

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