Occhio al dipendente! Quanto può valere o può nuocere nella tua attività

Febbraio 16, 2018


Il dipendente, è veramente una risorsa per l’attività e per l’imprenditore? Quanto vale il personal branding del dipendente e che valore porta all’interno dell’azienda?

Come titolare o dirigente, hai mai avuto problemi col personale?

  • Fai attenzione! Potrebbe non sembrare un post pro-dipendenti, ma solo per imprenditori o dirigenti. Ma se vuoi metterti in gioco, prova a trarne ogni vantaggio e capire come creare il tuo personal branding, per essere un valore indiscutibile.

Il personal branding del dipendente – quanto è importante per un’azienda?

Questo post l’ho letto e riletto tante volte, fino ad arrivare ad una conclusione molto strana: cambiarlo e renderlo utile per entrambe le parti.

I dipendenti possono essere delle risorse inestimabili, ma vanno utilizzate molto bene, altrimenti possono diventare un grosso problema e farti perdere tempo e soldi!

Quanto vale un dipendente? Non parlo di quanto ti costa, ma di quanto valore porta alla tua azienda.

Non hai idea di quanti dipendenti creano danni alle aziende, da quelle piccole, fino ad arrivare alle grandi. Eppure, se lavorano bene sul loro brand personale…

“L’affidabilità è una delle virtù che più cerco in un collaboratore ed è una delle più difficili da trovare.”
(Roberto Re)

Casi studio di situazioni reali: il personal branding del dipendente

Un dipendente ha valore misurabile e può variare a seconda delle scelte fatte anche da te, imprenditore.

SI! La “colpa” è anche tua! Mi spiace dirti questa brutta verità ma tu sei il maggiore responsabile.

Fa male o strano sentirselo dire?

Pensa quanto più male fa alla tua azienda e al tuo portafoglio, se non trovi rimedio!

La prima cosa che voglio dirti è questa:
E’ vero che sei responsabile, ma lo sei nel bene e nel male.
Quindi se avrai strategie e farai scelte giuste, avrai ottimi risultati; se non avrai strategie e farai scelte sbagliate, avrai pessimi risultati.

I pessimi risultati? Arrivano a farti chiudere l’azienda e poi a farti pagare i debiti che lasci! E questo non lo dice Walter, ma i fatti!

Facciamo qualche esempio concreto:

Esempio azienda/negozio piccolo

Partiamo soft con un esempio di un negozio medio, all’interno del quale ci sono dipendenti, ma anche un dirigente (che può coincidere col titolare). Il dipendente dal valore zero e nocivo per il negozio, è la commessa che quando ti avvicini non ti considera nemmeno, quella che ti risponde: “un attimo! Ho da fare” (con tono tutt’altro che simpatico), quella che non sorride, che non si presenta con un look adeguato; e che magari non sa nemmeno vendere (magari insistendo nel chiedere al cliente).

A parte il fatto che non sappia vendere, dove introdurrei un altro discorso, le altre, ti sembrano poca cosa? Dov’è il valore di un dipendente?

Strategia e soluzioni:

Renditi conto che la situazione dipende prevalentemente da te che la gestisci, che non le dai le giuste direttive e non le dai la formazione più efficace per:

  • Accogliere il cliente
  • Comunicare (sia direttamente che indirettamente) con il cliente
  • Gestire il cliente e la vendita
  • Aiutare nella realizzazione del proprio brand personale

Cosa può succedere?

  • Il cliente non si trova a suo agio
  • Oppure si infastidisce e non è sereno
  • Ed infine va a comprare da un’altra parte. Risultato? Tu NON guadagni!

Quanti ne avrai persi in questo modo?

La soluzione è sempre nella formazione diretta e nell’impostare regole chiare e ben definite. Il tutto con stimoli alla crescita e incentivi. Proprio per il valore di un dipendente.

Secondo esempio, con azienda medio grande, che vende prodotti

Dipendenti che lavorano in modo estremamente limitato, che fanno il loro “compitino” e niente di più. Quelli che si lamentano in continuazione, che hanno sempre da ridire qualcosa e che perdono molto tempo in questo.

Ma anche i dipendenti che non sono organizzati, non sanno ottimizzare il loro tempo lavorativo, si perdono in sciocchezze inutili che possono passare, non in secondo piano, bensì in “quarto piano”.

Non sanno vendere prodotti e si limitano alla ricezione degli eventuali ordini, gestendoli alla “meno-peggio”. Non sanno dare un servizio completo alla clientela.

Qui il valore di un dipendente è opinabile, infatti può essere valutato in due modi.

Strategie e soluzioni: Anche in questo caso, che risultati ottieni?
  • Le congiunture di mercato rallentano notevolmente il lavoro, questi si adattano alla situazione, rallentando notevolmente il ritmo lavorativo. Rallentano, rallentano, praticamente camminano strisciando i piedi come zombi, perché si limitano a fare il pochissimo lavoro senza reagire.
  • Se il mercato riprende, il lavoro aumenta e quindi bisogna accelerare, cosa succede? Le capacità di recupero non sono all’altezza della situazione, conseguenze drastiche perché il servizio ne risente notevolmente e si perdono commissioni, lamentele dei clienti e disastro su tutta la linea.
  • Lavori che si possono fare in un’ora, vengono fatti in quattro ore. Tu li paghi a ore o a lavoro? Che mi risulti, in Italia, il 99,9% delle aziende pagano a ore.
  • Poca o nessuna formazione per gestire i clienti (molto spesso telefonici), poca propensione alla vendita, sanno gestire il loro lavoro senza saper ottimizzare i tempi.

Soluzioni: 

Formazione interna, nuove regole ed eventuali spostamenti interni per rinnovare i reparti….e non solo.

Ma qual è stato il tuo errore?

Non hai notato tutto questo (peggio ancora se l’hai notato e non hai fatto nulla!) e non ti sei subito mosso per trovare soluzioni importanti che potessero giovare alla tua azienda?

Fai bene attenzione che non parlo di licenziamenti, soprattutto se hai prospettive di ricrescita.

Allora quale soluzione?

  • Una fra tutte, come già detto, la formazione del personale rimane un fattore determinante per la crescita e lo sviluppo. E per formazione intendo quella sul proprio brand personale (e se qualcuno dei tuoi già l’ha incominciata o ci sta già lavorando…beh direi ottimo, sfrutta la cosa).
  • Dare nuovi stimoli ai dipendenti, dando soprattutto nuovi strumenti, in grado di poter affrontare le nuove sfaccettature di mercato. In questo modo ottieni due vantaggi: i tuoi dipendenti sarebbero sempre attivi e pronti all’azione; li formeresti per nuovi scenari di mercato o nuove prospettive aziendali, dando strumenti nuovi per migliorare la tua azienda. E tutto questo ottimizzando il tempo.
  • Spostando dipendenti a nuovi lavori, cercando di capire quale più funzionale sia per loro che per l’azienda.
  • Rilevare eventuali “dipendenti inguaribili” e trovare una soluzione: anche drastica!
  • Cercare i nuovi dipendenti che diano un valore aggiunto all’azienda e che possano portare quella qualità e quella freschezza che trascini anche il resto del team.
Tutto, basandosi su un preventivo check up aziendale. Per definire anche il valore di un dipendente…potresti avere bellissime sorprese all’interno e non saperlo

Ti sei mai trovato in una situazione simile?

Ti rispecchi in uno di questi casi?

Hai capito che ne va del tuo portafoglio?

Non meravigliarti se negli ultimi anni ci sono state tante aziende a chiudere, percentuali folli che, probabilmente, sono aumentate anche per queste cause.

Resta un fatto indiscutibile: la soluzione non è nel taglio del personale, ma nella formazione di questo, andando ad evidenziare le migliori qualità per inserirli anche in nuovi posti lavorativi, al fine di ottenere nuovi risultati per la tua azienda. 

Tutto questo rimane importantissimo per la crescita economica, per evitare sperpero di denaro e tempo; per migliorare qualitativamente il tuo capitale (anche umano).

Aziende che lavorano in questo modo (ancora troppo poche in Italia!), non hanno conosciuto la parola crisi ma sono state capaci di trasformare situazioni economiche sfavorevoli in opportunità.

“Dì al tuo gruppo ciò che ha bisogno di sentirsi dire e non ciò che pensi vogliano sentirsi dire.” 

(Anonimo)

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